il Mito e la Mitologia

Moderatore: manu

Messaggioda pisagius » sab dic 22, 2007 1:10 am

...Scusami,
a me ancora non mi è presa :wink: :wink: :wink: :wink: :wink:
semmai quella del maestrino
:lol: :lol: :lol: :lol:
:oops:
pisagius
 
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Messaggioda manu » sab dic 22, 2007 11:38 pm

Mi sa che sei stato contagiato di brutto... :shock: :shock:
Attento, i virus... ATTACCANO!! :wink: :wink:
manu
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mito del giorno: Vulcano

Messaggioda bottepiena » mer gen 09, 2008 2:40 pm

Vulcano era un dio romano corrispondente all' Efesto greco: figlio di Zeus e di Era, dio del fuoco e della mettallurgia. In quasi tutte le versioni del mito è descritto nano e storpio o zoppo, e innarrivabile nell'arte di forgiare i metalli. Era anche lo sposo di Afrodite, e un episodio dell'Iliade racconta come Efesto fabbricò una ingegnosissima trappola di sottili catene per avvolgere Ares e Afrodite, del cui amore era stato avvertito dal Sole. Foggiata da Efesto fu Pandora, la prima donna.

ciao a tutti, belli e brutti...spero sia un buon anno
bottepiena
 
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Re: mito del giorno: Egina

Messaggioda bottepiena » gio gen 10, 2008 10:21 pm

Egina, figlia del dio-fiume Asopo. rapita da Zeus fu portata sull'isola di Enone che venne chiamata Egina. Dalla loro unione nacque Eaco.


ciao a tutti, belli e brutti
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mito del giorno: Dirce

Messaggioda bottepiena » ven gen 11, 2008 10:26 pm

Dirce, moglie di Lico, re di Tebe, tene schiava Antiope; costei venne liberata dai suoi figli Anfione e Zeto, che uccisero Dirce legandola alla corna di un toro infuriato.

ciao a tutti, belli e brutti
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Re: il Mito e la Mitologia

Messaggioda cavallo su una nuvola » sab gen 12, 2008 12:49 pm

Bottepiena ben tornato con i tuoi miti...
cordiali saluti
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Re: mito del giorno: Etra

Messaggioda bottepiena » sab gen 12, 2008 2:16 pm

Etra, figlia del re di Trezene, Pitteo, a sua volta figlio di Pelope. Dalla sua unione con Egeo nacque Teseo. Allorchè l'eroe ebbe a scendere negli inferi le affidò Elena, che aveva rapito. I fratelli di Elena, Castore e Polluce, la liberarono e condussero con loro Etra prigioniera. I suoi nipoti Demofonte e Acamante, a loro volta, liberarono Etra.

grazie a Cavallo per "il bentornato"; ciao a tutti, belli e brutti
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mito del giorno: Filottete

Messaggioda bottepiena » dom gen 13, 2008 10:39 am

Filottete, eroe greco. Partecipò alla guerra di Troia armato dell'arco e delle frecce avvelenate di Eracle, di cui aveva acceso la pira funebre sul monte Eta. Morso da un serpente nell'isola di Lemmo, vi fu abbandonato per consiglio di Odisseo. Più tardi, poichè secondo un oracolo Troia era inespugnabile senza le frecce di Eracle, Diomede e Odisseo stesso andarono a riprendere Filottete, Apollo lo guarì dalla piaga che lo tormentava ed egli decise le sorti della guerra uccidendo Paride.

ciao a tutti, belli e brutti
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mito del giorno: Fere

Messaggioda bottepiena » lun gen 14, 2008 4:36 pm

fere, eroe eponimo della città di Fere, in Tessaglia. Figlio di Creteo e di Tiro. Padre di Admeto, si rifiutò di morire in luogo del figlio, cui Apollo aveva donato la possibilità di salvarsi la vita se qualcuno avesse preso il suo posto negli Inferi, al momento della sua dipartita. Si sacrificò per il figlio la nuora Alcesti.

ciao a tutti, belli e brutti
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mito del giorno: Tizio

Messaggioda bottepiena » mar gen 15, 2008 5:52 pm

Tizio, gigante, figlio di Zeus e di Elara. la madre, per timore della gelosia di Era, fu nascosta dall'amante divino nella profondità della terra. E dalla terra nacque Tizio. era, gelosa di Latona, amante di Zeus, ispirò a Tizio il desiderio di violentarla. Il gigante venne fulminato da Zeus.

ciao a tutti, belli e brutti
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mito del giorno: Nessuno

Messaggioda bottepiena » ven gen 18, 2008 1:40 pm

...e e e e e e e...scusate se non ho scritto in questi due giorni, ma piacevoli inconvenienti hanno accelerato il tempo, che ho, di conseguenza, perduto. Da stasera, o domani al massimo, Vi rallegrerò nuovamente con miti e racconti, giusto per essere modesti!!!Spero tutto bene, per tutti...ciao ciao
bottepiena
 
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Re: il Mito e la Mitologia

Messaggioda cavallo su una nuvola » ven gen 18, 2008 6:46 pm

sembra anche spiritoso Bottepiena, sarà il vino?o è di natura?
cordiali saluti
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Messaggioda manu » mar gen 22, 2008 7:24 pm

bottepiena ha scritto:Nausicaa, figlia del re dei Feaci, Alcinoo, e di Arete. Atena si servì di Nausicaa per procurare a Odisseo, naufragato sull'isola dei Feaci, i mezzi necessari per tornare a Itaca.


Voglio ricollegarmi a questo post di bottepiena …..per riportare, in questa sede, un mito a me molto gradito e che, per alcuni versi, può essere messo in relazione all’argomento principale di questo forum.
Ma andiamo con ordine: Ulisse, Odisseo per la tradizione greca, è sicuramente uno dei miti più popolari e rinomati, se non altro per ordine di importanza e perché le avventure per mare, di cui questo eroe è stato protagonista nel suo lungo, lunghissimo viaggio di ritorno nella sua “amata terra”, sono state raccontate da Omero nel poema epico l’ ”Odissea”, a cui noi tutti ci siamo accostati a scuola.
Era figlio di Laèrte e di Anticlèa, e fu re di Itaca, isola nella quale era nato. Ottenuto il trono di Itaca dal padre, Ulisse si recò a Sparta per chiedere la mano di Elena; tuttavia, vedendo che i corteggiatori erano fin troppo numerosi, rinunciò alla giovane e preferì sposare la cugina Penèlope.
Quando Paride rapì Elena, Menelào sollecitò l’aiuto promesso al suocero da tutti i pretendenti della moglie (i quali avevano giurato incondizionata assistenza al futuro marito di Elena). Nonostante la parola data Ulisse non aveva nessuna intenzione di abbracciare la giusta causa e decise, perciò, di fingersi pazzo. Quando però Palamède, cugino di Menelào, fu inviato alla sua ricerca,non si fece trarre in inganno, e lo costrinse a seguirlo.
Una volta deciso ad affrontare l’inevitabile, l’eroe abbracciò con ardore la causa di Menelào e si dimostrò il più abile diplomatico greco: partecipò alla guerra vera e propria con un contingente di dodici navi e nel corso dei dieci anni di guerra si rese indispensabile per le doti oratorie, per l’abilità diplomatica, per l’accortezza e la scaltrezza.
Finita la guerra, il ritorno di Ulisse in patria, narrato appunto nell’Odissea, fu tra i più avventurosi dell’antichità.
Raggiunta Itaca, Ulisse potrà godere solo per poco della sua ritrovata terra. Ad attenderlo,infatti, trova una situazione di degrado che tramuta la sua felicità in dolore: i Proci si contendono la mano di Penèlope e, allo stesso tempo, annientano ogni traccia di quella che era la sua dimora. Così sarà costretto a ripartire condannato, come Tiresia gli aveva predetto, all’erranza e alla morte per mare.

Ma è sul tema del ritorno che mi piace soffermarmi, per dare continuità ad una, troppo spesso intrapresa e mai compiuta, passeggiata attraverso la memoria e la nostalgia.

Il viaggio di Ulisse, il ritorno nella propria terra, diventa, in questa sede, metafora del viaggio di chi, fisicamente o anche solo simbolicamente, cerca di fare ritorno, appunto, alla propria memoria.
Attraverso la memoria compie, però, un ritorno quasi sempre amaro verso un mondo saccheggiato dai Proci che cancellano, offendono, depredano delle sue ricchezze una terra che pare non essere mai esistita, lontana nello spazio ma soprattutto nel tempo: ciò che, appunto, non esiste più se non nel ricordo.

Ricollegandoci al viaggio di Odisseo, possiamo “raccontare” la condizione sociale della gente del sud, caratterizzata dal sentimento del distacco, da una voglia di riscatto che suscita il bisogno di fuggire dalla propria terra, di allontanarsene, di evaderne, subendo il fascino della metropoli-mito (il Nord), a cui si accosta fisicamente ma non mentalmente: pertanto il ritorno, il nostos in greco (radice etimologica di nostalgia), diventa condizione, presupposto necessario, per ritrovare se stessi.
Un ritorno che sarà, però, vissuto consapevolmente nella vana speranza di fare piazza pulita di quei Proci che assediano la loro “Itaca”: dunque di un “potere politico” che ha imbruttito una terra senza lasciare traccia della sua vera identità e che, indissolubilmente, ha dissipato l’identità di ognuno di noi, di chi non ha più dei punti di riferimento a cui aggrapparsi per ripercorrere, attraverso la conoscenza di sé, una percorso a ritroso, nel tempo e nello spazio, per cercare di ridare forza e vitalità a ciò che è stato.
Dunque ogni ritorno si trasforma in una sorta di culto della memoria, in un essere in balìa del mare della vita attraverso il ricordo di un paese ormai perduto, per far si che non svanisca.

Volevo, inoltre, riportare il testo di Francesco Guccini, noto cantautore e poeta, dedicato appunto ad Ulisse…

«Odysseus »
Bisogna che lo affermi fortemente
che, certo, non appartenevo al mare
anche se Dei d’Olimpo e umana gente
mi sospinsero un giorno a navigare.
E se guardavo l’isola petrosa
ulivi e armenti sopra a ogni collina
c’era il mio cuore al sommo d’ogni cosa
c’era l’anima mia che è contadina;
un’isola d’aratro e di frumento
senza le vele, senza pescatori,
il sudore e la terra erano argento
il vino e l’olio erano i miei ori.

Ma se tu guardi un monte che hai di faccia
senti che ti sospinge a un altro monte,
un’isola col mare che l’abbraccia
ti chiama a un’altra isola di fronte
e diedi un volto a quelle mie chimere
le navi costruii di forma ardita,
concavi navi dalle vele nere
e nel mare cambiò quella mia vita.
E il mare trascurato mi travolse
sentii che il mio futuro era sul mare
con un dubbio però che non si sciolse
senza futuro era il mio navigare.

Ma nel futuro trame di passato
si uniscono a brandelli di presente,
ti esalta l’acqua e al gusto del salato
brucia la mente
e ad ogni viaggio reinventarsi un mito
a ogni incontro ridisegnare il mondo
e perdersi nel gusto del proibito
sempre più in fondo.

E andare in giorni bianchi come arsura,
soffio di vento e forza delle braccia,
mano al timone e sguardo nella prua
schiuma che lascia effimera una traccia;
andare nella notte che ti avvolge
scrutando delle stelle il tremolare
in alto l’Orsa è un segno che ti volge
diritta verso il nord della Polare.
E andare come spinto dal destino
verso una guerra, verso l’avventura
e tornare contro ogni vaticino
contro gli Dei e contro la paura.

E andare verso isole incantate,
verso altri amori, verso forze arcane,
compagni persi e navi naufragate;
per mesi, anni, o soltanto settimane.
La memoria confonde e dà l’oblio,
chi era Nausicaa, e dove le sirene?
Circe e Calypso perse nel brusio
di voci che non so legare assieme.
Mi sfuggono il timone, vela e remo,
la frattura fra inizio ed il finire,
l’urlo dell’accecato Polifemo
ed il mio navigare per fuggire.

E fuggendo si muore e la mia morte
sento vicina quando tutto tace
sul mare, e maledico la mia sorte
non trovo pace.
Forse perché sono rimasto solo
ma allora non tremava la mia mano
e i remi mutai in ali al folle volo
oltre l’umano.

La vita del mare segna false rotte,
ingannevole in mare ogni tracciato,
solo leggende perse nella notte
perenne di chi un giorno mi ha cantato
donandomi però un’eterna vita
racchiusa in versi, in ritmi, in una rima,
dandomi ancora la gioia infinita
di entrare in porti sconosciuti prima.
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mito del giorno: Fileo

Messaggioda bottepiena » mer gen 23, 2008 8:37 am

Fileo, figlio di Augia, re d'Elide. Prese le parti nella disputa contro il padre che non voleva pagargli la pulitura delle stalle reali. L'eroe, dopo aver sconfitto Augia, affidò a eleo il trono d'Elide e partecipò con lui alla caccia del cinghiale calidonio (Eneo).

bravissima Manu, la tua pagina mi è piaciuta tantissimo, non sono riuscito a scrivere in questi giorni, ma ora tutto ok.
ciao a tutti, belli e brutti
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mito del giorno: Fenice

Messaggioda bottepiena » mer gen 23, 2008 8:44 pm

Fenice, mitico uccello originario dell'Etiopia, che moriva bruciata dopo un periodo di 500 anni e rinasceva dalle proprie ceneri. Per gli Egizi era legato al culto del Sole; secondo gli astrologi una fase della sua vita corrispondeva alla <<grande annata>> o rivoluzione siderale.

ciao a tutti, belli e brutti
bottepiena
 
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