Dal mito alla storia

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Dal mito alla storia

Messaggioda pisagius » mer dic 12, 2007 1:16 am

La Grecia è la patria del mito.

Della Grecia Antica faceva parte la Magna Grecia.
Pertanto è evidente come in quest’ultima siano ravvisabili gli elementi della cultura dei colonizzatori, non solo in merito alla religiosità, ma anche e soprattutto come struttura politica, cioè organizzazione delle polis e rapporti tra le polis (le città).

La colonizzazione è cominciata tra il VII e V sec. a.C.

In questo periodo storico infatti si assiste alla rapida diffusione dell’elemento greco sul tutto il territorio della penisola calabra, a partire dalla costa ionica.

I primi ad approdare verso i nuovi lidi che diverranno la Magna Grecia, furono gli Ioni intorno al 744, i quali fondarono le città prossime a Scilla e Cariddi ( Reggio e Messina, l’antica Zangle),
seguiti dagli Achei che più a Nord fondarono tra il 710 e il 708 le città di Sibari e Kroton.


Intorno al 680 fu eretta la città di Locri Epizefiri.

Queste furono le prime roccaforti, le quali oltre a combattersi vicendevolmente in quanto “popoli” diversi, si dedicarono all’esplorazione delle zone interne e alla costruzione di nuove città sulla costa tirrenica a vantaggio dei commerci con il Nord-Ovest.

Nacquero così le città di Kaulon, nell’entroterra locrese e Schilletion, città del golfo, Crimisia e Petelia ad opera dei Krotoniati.

Mentre i Locresi guardarono ad Ovest e fondarono le città di Ipponio, Medma e Metaurum.

Intorno alla metà del VI sec. Iniziarono una serie di scontri bellici fra le polis sul modello della contesa tra Ateniesi e Lacedemoni, che videro emergere Locri Epizefiri quale capitale della Magna Grecia.

Tale battaglia è un misto appunto di racconti mitici e riferimenti storici. Viene riportata come il racconto di un’impresa straordinaria, condotta dai guerrieri Locresi e loro alleati, contro un ingente esercito di alleati alla città di Kroton.
Difatti i Locresi avevano un esercito di circa 10.000 soldati, mentre i Krotoniati di 130.000.

Sappiamo bene che le guerre si svolgevano in base a dei criteri ben visibili nell’Iliade (o anche nell’Eneide per la tradizione romana).
Una delle caratteristiche è il fatto che lo scontro massiccio tra soldati poteva avvenire solo su un territorio di confine.
Infatti il confine tra Achei e Ioni (Kroton e Locri Epizefiri) era rappresentato dal territorio intorno al fiume Sagras, allora navigabile, visto che Kaulon era una città Achea.
Sulle sponde presso la foce, in prossimità delle antiche rovine di Kaulon è avvenuto lo scontro.

A vincere sono stati i Locresi, i quali oltre ad apparire quali eroi grazie alla loro forza e perizia nelle armi, sono stati considerati coadiuvati nella loro impresa da manifestazioni ed interventi divini.
Il primo intervento del quale si fa menzione è quello di Aiace Oileo, poiché suo figlio era considerato una sorta di divinità fluviale.

Gli dei dai quali hanno ottenuto il sostegno sono stati i Dioscuri, a loro favore i Locresi hanno edificato un <<sontuoso tempio - dice Cicerone- ai gemelli Castore e Polluce, loro protettori>>.
Strabone parla invece di due are votive, ancora visibili ai suoi tempi.
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388 a.C.

Messaggioda pisagius » dom dic 16, 2007 4:19 am

Nel 388 a.c. è documentata una seconda battaglia tra Krotoniati e Locresi.
Il trascorrere dei tempi non aveva di certo smorzato la rivalità tra le due polis, del resto Locri Epizefiri non aveva mai condiviso la supremazia di Kroton.
La storia aveva nel frattempo mutato le alleanze tra le varie città e Locri era riuscita ad organizzarsi meglio da questo punto di vista. Era riuscita a schierare contro Kroton, tra gli altri, sia l’esercito dei Tarantini sia quello di Dioniso Siculo.

Lo scontro finale è avvenuto nella solita zona di confine, la foce del Sagras ed è rappresentato come un esempio di tecniche belligeranti.
Ancora una volta Locri Epizefiri sconfisse Kroton.

Un evento particolare di questa battaglia è che vi perse la vita un eroe, Helorus.
E’ un eroe particolare, un siculo, per la precisione un ribelle siracusano, condottiero degli alleati contro il tiranno Dioniso il Vecchio.

Quel fiume sul quale morì, prese il suo nome.
Si tratta dell’Alaro, l’antico Sagras.
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Re: Dal mito alla storia

Messaggioda pisagius » mar gen 29, 2008 1:57 am

Per chiunque volesse avere una panoramica generale della storia della Magna Graecia:


http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Magna%20Grecia/Calabria.html

... interessante capitolo.
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Re: Dal mito alla storia

Messaggioda pisagius » sab mar 01, 2008 4:02 am

La cultura di quei tempi rappresenta, come dir si voglia, una fattispecie di ambiente di origine, che, sommata ad altri aspetti storici o ad altre fattispecie storiche, ha lasciato evidenti connessioni.
Un esempio pratico sono le inflessioni linguistiche dei dialetti (chi volesse approfondire l’argomento può fare riferimento agli studi di questo “storico mongianese”, al quale avevo fatto riferimento in altri post).

In altre parole (mi appello al grande Rocco), parte di quello che siamo è frutto di quanto ci ha preceduto e rappresenta una base per lo sviluppo futuro.

Pertanto, oltre al nome ed alla fama mitologica della fiumara Alaro, si possono evincere altri aspetti che si basano sulla grecità del nostro passato.

Uno di questi, forse a mio avviso uno dei fondamentali è l’utilizzo delle zone per la produzione metallurgica. A partire dalle miniere e dai forni itineranti (tralasciando la discussione sull’eventuale passato fenicio).
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Re: Dal mito alla storia

Messaggioda pisagius » dom mar 02, 2008 1:02 am

Su cosa basare questa presupposizione?
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Re: Dal mito alla storia

Messaggioda pisagius » ven mar 07, 2008 4:36 am

Rimando al post “Il mito e la mitologia”, che il paziente e stacanovista Bottepiena arricchisce progressivamente, dove ci ha descritto il dio Vulcano, sottolineando la corrispondenza con il dio greco Efesto.

La cultura greca ha influenzato notevolmente quella romana e tra i processi di latinizzazione è necessariamente da comprendere la religiosità.

Infatti la stessa sorte di Efesto, cambiare nome in latino, è toccata a tutti gli dei, proprio perchè “la Grecia vinta ha vinto Roma” (traducendo a senso Virgilio).
Bisogna però tener conto del fatto che per le preesistenti divinità romane si è trattato di un processo di integrazione con le nuove figure, il che vuol dire che non sono state dimenticate e sostituite.

In pratica, le credenze tradizionali romane sono comunque mantenute, anche se a volte si sono integrate e interconnesse con quelle greche.
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Re: Dal mito alla storia

Messaggioda pisagius » mar mar 18, 2008 1:14 am

L’esempio pratico è il mito intorno ad Efesto:
Fu mantenuto come divinità produttrice delle armi di nome Vulcano…
ma la tradizione di Roma antica non tradusse Efesto integralmente con la figura divina di Vulcano, ma anche con la divinità preesistente, protettrice della guerra (le famose porte del tempio a Roma che si aprono nei periodi di guerra e si chiudono agli esiti del conflitto), in quanto di origine etrusca.
Il ruolo di dio della guerra, nella tradizione etrusca, era attribuito a Giano, che rimase venerato a parte, in questo ruolo, e solo talora identificato con Vulcano.
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Re: Dal mito alla storia

Messaggioda cavallo su una nuvola » lun mar 24, 2008 9:48 pm

Giano, Efesto,vulcani olimpi tale politeismo via via dal punto di vista storico religioso a lasciato il posto al monoteismo questo vuol dire che l'influenza greca su quella romana è giunta al termine con il su detto passaggio(politeismo-monoteismo)?
cordiali saluti
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Re: Dal mito alla storia

Messaggioda pisagius » mer mar 26, 2008 3:52 am

La religiosità rappresenta un aspetto del sociale.
Di certo molto più rilevante un tempo rispetto ai nostri giorni. Oggi infatti si potrebbe considerare caratterizzato da una molteplicità di orientamenti cultural-religiosi, nonchè di altri aspetti "adattivi".

Comunque, caro cavallo, la tua è una domanda molto sottile, nel senso di "ben affilata".
Ma non credo che una risposta diretta e immediata possa essere un si, benchè oserei dire che l'estinzione delle origini del pensiero così detto Occidentale non possa essere dovuta a questo passaggio al quale ti riferisci.

Mi insegni benissimo infatti che, a mò di esempio, Aristotele (il quale, permettimi, ha aspetti mitologici nel suo pensiero) è stato anche tradotto in un linguaggio (nel senso di insegnamento dialogico) monoteistico, anzi è stato riferimento del monoteismo stesso (in alternativa alla Scolastica).

Pertanto il pensiero Greco ha comunque continuato ad influenzare, se non a conquistare (tanto per ripetere Virgilio) il mondo "romano" (virgolette giustificate, visto che mi riferisco ad epoche diverse rispetto alle quali mi pare tu faccia riferimento, del resto Roma e l'impero Occidentale erano ormai decaduti... ma il monoteismo imperava).


Ma, a livello storico-legislativo, penso, bisognerebbe fare anche riferimento all'atto di Giustiniano del 325, che (grazie al famoso sogno dell' in hoc signum vinces) segnò l'ngresso nell'Olimpo delle divinità romane anche al Cristo.
Mi pare circa deici anni dopo (chiedo scusa per le approssimazioni, ma ho poca memoria), un secondo atto dichiarò il passaggio all'esclusivo culto monoteistico dell'impero romano.
Del resto dopo questi secoli di persecuzione, si sono rovesciate le parti e fu il monoteismo a porre al centro dell'arena con il leoni i politeisti. Ma questa è un'altra storia...





Ripeto, questo non ha assolutamente spinto all'estinzione del pensiero classico.
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Re: Dal mito alla storia

Messaggioda pisagius » ven mar 28, 2008 1:36 am

Pertanto, alla luce di queste forme di sviluppo (o al contrario a seconda dei punti di riferimento) del cosiddetto “pensiero Occidentale”, possiamo subito vederne o ipotizzarne un’applicazione concernente il prosieguo del nostro discorso specifico... sullo stile del metodo ipotetico-deduttivo.

La presenza di reperti riferibili a Giano, (cfr. il post (Stefania il sab set 29, 2007 6:59 pm ) “Cosa vuol dire Mongiana?”) e la presenza dei segni del vecchio tempio di Minerva possono benissimo supportare l’ipotesi della diffusione del culto nella zona delle Serre Calabre durante l’epoca della Magna Graecia diretto alla coppia di sposi divini (Efesto ed Atena).

Giano e Minerva sono la traduzione per i Romani di tali divinità.

Il culto a loro dovuto era finalizzato, in pratica, al supporto delle attività metallurgiche, alle quali supervisionavano dai loro templi molto prossimi (tra i vecchi post avevo da qualche parte già affermato concetti attinenti).
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Re: Dal mito alla storia

Messaggioda pisagius » sab mar 29, 2008 1:07 am

Spero che non permangano ulteriori dubbi sull’evidente epoca ellenico-classica delle Serre Calabre…

La cosa non appai molto strana, visto che stiamo parlando di zone della Magna Graecia.

Ancora oggi, oltre che in alcune espressioni dialettali ove la terminologia sia identica o una diretta conseguenza della lingua greca, l’evidenza può essere considerata diretta visto che, sempre nei pressi, un’altra zona ha un nome tratto dal mito: il promontorio accarezzato dall’Ancinale ha il nome di Lacinia, cioè a quei tempi, Era Lacinia.
Il nome della madre degli dei greci.


Risottolineo che i templi delle due divinità erano generalmente e ovunque, in tutta la Grecia, prossimi (così come Spadola e Mongiana).
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