Diritto Costituzionale- democrazia e autarchia

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Diritto Costituzionale- democrazia e autarchia

Messaggioda pisagius » gio mar 20, 2008 10:29 pm

Tratto da: Diritto Costituzionale, serie manuali, Gruppo Editoriale Esselibri-Simone, XXII edizione, 2007.

Democrazia e autarchia: vecchie formule e nuovi modelli.

C) tendenze attuali
Le moderne tendenze autocratiche che ai nostri giorni vanno affermandosi nei regimi di derivazione liberale sono più raffinate e ricorrono a metodi sofisticati per trasformare surrettiziamente i sistemi democratici [1] in autocratici [2].
Punto essenziale di partenza, anche sulla base dell’esperienza dei paesi socialisti, è la conquista di una parte significativa dei media, che vanno inizialmente gestiti in modo apparentemente neutrale, in modo da attrarre, con indovinate trasmissioni di puro intrattenimento e notiziari ben costruiti, la massa degli spettatori-elettori.
Coinvolto un crescente numero di cittadini è possibile, anche, strumentalizzando gradualmente i programmi dedicati all’informazione, allontanare i singoli da qualsiasi valore e ideologia, affascinandoli con coinvolgenti trasmissioni finalizzate a manipolare menti e convincimenti individuali.
Adeguati anchor-man gradatamente preparano la scena per l’avvento di un leader politico che, senza farsi portatore di alcuna ideologia, può, con la martellante continuità garantitagli da ingenti forze economiche, spostare dalla “sua parte” l’elettorato.
Per l’imposizione di un sistema autocratico un siffatto leader deve sapersi circondare di un gruppo di uomini politici particolarmente fedeli e “controllabili”, possibilmente lontani da radicate ideologie politiche ma padroni delle tecniche di raccolta e gestione del consenso, con i quali acquisire, anche con il ricorso a dispendiose campagne politiche, il suffragio popolare.
Può nascere così, coperto dalla maschera della democrazia, un nuovo modello autocratico basato e sostenuto sulla videocrazia che, senza pregiudicare il normale funzionamento dei meccanismi del preesistente apparato, svuota di fatto di ogni anelito democratico il sistema.
Il cittadino elettore, così coinvolto e distratto, si allontana gradatamente dall’agone politico perdendo di vista il mutato quadro di gestione del potere.
In una siffatta situazione anche le cd forze di opposizione democratica, potendo disporre sempre in misura minoritaria dei media, finiscono col perdere progressivamente terreno e credibilità nei confronti dell’elettorato, facendo venir meno ogni tipo di confronto democratico ed avvantaggiando, così, ulteriormente l’ascesa del potere autocratico.


[1] La democrazia è un sistema nel quale nel pieno rispetto dei diritti dell’uomo, gli organi di vertice, attraverso elezioni democratiche, sono liberamente scelti dalla comunità e controllati attraverso una legale ed effettiva opposizione politica.

[2] L’autocrazia è un sistema nel quale a prescindere da una reale investitura della collettività le élites politiche, che gestiscono uno o più organi costituzionali, affermano i loro potere cancellando ogni forma di opposizione con l’uso della forza fisica o della persuasione più o meno occulta e, attraverso la propaganda e l’uso monopolistico dei media, mantengono in piedi sistemi che comunque non sono espressione della volontà popolare.
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Re: Diritto Costituzionale- democrazia e autarchia

Messaggioda bottepiena » dom lug 06, 2008 5:24 pm

Demagogia: Berlusconi
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Re: Diritto Costituzionale- conflitto di interessi

Messaggioda pisagius » ven set 26, 2008 1:28 am

tratto da: R.Bin, G. Petruzzella, Diritto Costituzionale, Giappichelli Editore, Torino,2007, pag. 139.

Un potente imprenditore può diventare presidente del Consiglio?

Il dibattito sul conflitto di interessi, pubblici e privati, nello svolgimento di cariche di governo ha assunto grande rilievo nel quadro politico-istituzionale italiano in seguito al verificarsi di una situazione in cui il Presidente del Consiglio (on. Berlusconi) somma anche l’esercizio di attività imprenditoriali di notevole interesse economico-sociale, per di più in qualità di concessionario dello Stato. Ma, al di là del caso che ha acceso il dibattito sul punto, quello della commistione tra interessi pubblici e interessi privati per chi esercita pubbliche funzioni è un problema che tutte le democrazie devono affrontare. La complessità di una regolamentazione del conflitto di interessi risiede proprio nel trovare un equilibrio, tra un bilanciamento tra valori tutti di rilievo costituzionale, quali la libertà di iniziativa privata, il diritto di concorrere “in condizioni di uguaglianza” alle cariche elettive, la sovranità popolare che si manifesta attraverso le scelte del corpo elettorale, ma anche la libertà di voto, che va garantita pure attraverso la previsione di cause ostative all’elezione.
In molti Paesi esistono normative generali o settoriali molto stringenti. Per esempio, per la gestione privata dei mezzi di comunicazione di massa, in Gran Bretagna il Broadcasting Act del 1990 esclude dalla titolarità di concessioni televisive a taluni soggetti tra cui il Capo e i componenti del Governo, taluni esponenti dell’opposizione ed altri soggetti peraltro non necessariamente politici. Si è voluto evitare che tali disqualified persons , per le cariche ricoperte, possano gestire a proprio vantaggio il mezzo televisivo. Ma indubbiamente la disciplina più completa in materia è quella prevista dal sistema statunitense: varie fonti (federali e statali) formano un organico codice etico di condotta per tutti i titolari di uffici pubblici. Tale sistema si fonda sulla modulazione dei rimedi secondo le diverse ipotesi di conflitto (c.d. regime dell’incompatibilità concreta e controllata). Il riferimento normativo fondamentale al riguardo (Ethics in Government Act del 1978 e successive modifiche) dispone che i soggetti interessati devono comunicare all’autorità competente (Office of Government Ethics) lo stato patrimoniale che li riguarda, indicando dettagliatamente tutte le attività economiche (comprese eventuali passività) i n cui sono coinvolti (la c.d. disclosure public). Spetterà poi al suddetto ufficio esercitare i controlli che reputerà necessari e decidere quali rimedi previsti applicare.

Il Parlamento italiano ha approvato la legge 215/2004, che regolamenta il conflitto di interessi. Essa stabilisce che i membri del Governo devono dedicarsi “esclusivamente alla cura degli interessi pubblici” e, quindi, non possono adottare atti o partecipare a deliberazioni collegiali in situazioni di conflitto di interesse. Questo si verifica quando il Governo adotta un atto (ovvero ne omette uno che era dovuto per legge) che ha un’incidenza specifica sul patrimonio di un membro del Governo o di un suo familiare, nonché sulle sue imprese, e quando il provvedimento abbia procurato anche un danno per l’interesse pubblico. I membri del Governo sono incompatibili con qualsiasi altra carica pubblica diversa dal mandato parlamentare, nonché con compiti di gestione con scopi di lucro e con attività imprenditoriali. Non possono esercitare l’attività professionale in materie connesse con la carica ricoperta e sono anche incompatibili con qualsiasi impiego pubblico o privato. Sull’osservanza della legge vigila l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Se essa accerta un caso di incompatibilità, dichiara la decadenza del membro del Governo dalla carica incompatibile. Se accerta, poi, un vantaggio da parte di un’impresa di cui è proprietario un membro del Governo, può multare l’impresa fino ad una somma pari a quella del vantaggio patrimoniale.
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Re: Diritto Costituzionale- democrazia e autarchia

Messaggioda webmaster » mar set 30, 2008 6:42 pm

Ma dal dire al fare quanto passa o meglio c'è sempre di mezzo il mare??????????????????
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Re: Diritto Costituzionale- democrazia e autarchia

Messaggioda pisagius » mar set 30, 2008 10:04 pm

Teoricamente un potente imprenditore non può diventare Presidente del Consiglio. Teoricamente non può.
In pratica, esistono comunque degli escamotage per raggirare il dettato legislativo. Un esempio particolare potrebbe essere la cessione delle proprie imprese ai propri familiari. Di fatto, la legge sul conflitto di interessi stabilisce ” l’incompatibilità con qualsiasi altra carica pubblica diversa dal mandato parlamentare … … ….e con attività imprenditoriali”.
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Re: Diritto Costituzionale- democrazia e autarchia

Messaggioda manu » mer ott 01, 2008 4:56 pm

CHE BELLA L'ITALIA :roll: :roll:
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Re: Diritto Costituzionale- democrazia e autarchia

Messaggioda pisagius » mer apr 29, 2009 7:19 pm

Quando è il popolo che governa il proprio Stato, Democrazia (appunto) vuole che lo "statuto" costituente possa essere "cambiato" con la partecipazione di tutti, non di una parte, benchè possa rappresentare i due terzi della popolazione.

Cambiare la Costituzione necessariamente implica rifondare lo Stato e per questo tutti, attraverso i propri rappresentanti eletti, devono parteciparvi.

Tantomeno si può dimenticare che le cariche governative rappresentano tutta la popolazione, non la maggioranza.

Chissà cosa ne penserebbero i Padri costituzionalisti, che si sono rinchiusi per molto tempo in un famoso monastero a redigere meticolosamente il testo ormai sempre più stralciato insieme alla sovranità popolare, delle parole del premier in merito alla non necessità del concorso dell'opposizione:

http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus ... 49915.html
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