11 settembre 2001: un triste anniversario

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Re: 11 settembre 2001: un triste anniversario

Messaggioda pisagius » ven gen 22, 2010 1:45 am

SAYERET MAT’KAL

Non esiste tra le fila dell’Esercito israeliano un reparto così famoso e nello stesso tempo così ben nascosto da sguardi indiscreti di curiosi come l’unità super-speciale Sayeret Mat’kal. Questa unità è destinata a svolgere i compiti di più estrema delicatezza e importanza per lo Stato israeliano. Tra i primari vi sono le molteplici funzioni antiterroristiche. Tra questi si potrebbe storicamente mettere sotto analisi la ricognizione “attiva” con elementi d’Intelligence. La specificità di questa unità è la diretta ed esclusiva subordinazione allo Stato Maggiore, Mateh-Haklali (dall’abbreviazione deriva il nome dell’unità Mat’kal). La specificità delle missioni antiterroristiche dello SM garantisce per la sicurezza israeliana la massima protezione, come priorità dello Stato.

Il Sayeret Mat'kal ebbe ufficialmente i suoi inizi attorno all’anno 1967 in quanto venne generato dall'incrollabile determinazione del Maggiore Avraham Arnan che riuscì a convincere le alte autorità del Governo israeliano a dargli la possibilità di creare un’èquipe speciale per poter operare nei paesi confinanti con lo Stato d’Israele.
Arnan scelse come operatori della sua nuova unità le giovane reclute provenienti per la maggior parte dalla diaspora ebraica nei paesi arabi. Fino ad allora queste reclute erano in un certo senso emarginate e quasi scartate sia all’interno della società israeliana sia all’interno dell’Esercito. Si potrebbe spiegare questa particolare “emarginazione” probabilmente per un semplice motivo, cioè che era il tempo dei dirigenti askhenaziti del nuovo Stato, provenienti dai paesi dell’Europa Centro-Orientale, dove è nato il movimento sionista e che “raccomandavano” i suoi esponenti.
Le cosìddette “Provenienze arabe” non potevano nemmeno sognare di fare qualche ambiziosa carriera all’interno di qualche reggimento d’èlite della fanteria o ancora meglio nel gruppo di paracadutisti oppure in qualche rispettabile Sayeret dell’Esercito. Ma da un punto di vista del maggiore Arnan questi nuovi emigranti erano molto preziosi per la sicurezza dello Stato israeliano, avendo una profonda, dettagliata e preziosa conoscenza del mondo arabo. Da un punto di vista del mag. Arnan, dall’appartenenza etnica può diventare il punto di forza di questi elementi. Diversamente dagli askhenaziti o dai sabra questi migranti, come si è detto, avevano una perfetta conoscenza del mondo arabo. Delle sue usanze, costumi, mentalità, comportamenti, lingue con le diverse forme dialettali.
Tra questo tipo di reclute Arnan cercó personalità fuori dal comune, uomini capaci di saper pensare in modo autonomo e disciplinato e di aver il coraggio di affrontare il rischio. Cercó uomini che possedevano una forte autodeterminazione, che avevano una particolare forza, non tanto fisica (che è possibile acquistare dopo uno specifico addestramento), ma soprattutto psichica. Una forte resistenza psichica.

Vi è una certa difficoltà nel reperire informazioni sulle operazioni eseguite dai “Boys”, uno degli nomignoli con cui viene denominato il SM, ma sappiamo che all’interno della loro unità esiste uno specifico sotto-reparto tipicamente antiterroristico noto come Unità 269, dove tutti gli operatori del SM passano in servizio attivo di turno per un anno, il così detto servizio dell’“allarme rosso”.

Il SM realizzó una varietà di complesse operazioni antiterroristiche, comprese le azioni militari di carattere “terror neget terror”, cioè terrore contro terrore, constituite per esempio da operazioni finalizzate a neutralizzare le basi Hezbollah con “katiushe”, che di continuo minacciano kibutz nel territorio settentrionale d’Israele (Qiryat Shemona). Oltre a profonde ricognizioni accompagnate da “delicatissime azioni” nei paesi arabi confinanti.
Il SM possiede le sue soffisticatissime armi, come i mezzi di trasporto personalizzati e modificati; possiede elicotteri ed altri velivoli attrezzati in tal modo da risultare invisibili ai radar; possiede speciali navi e battelli per le operazioni di carattere marittimo, accompagnati ai sistemi di comunicazione a prova d’intercettazione.

Presento il guadro generale delle operazioni principali passate alla storia:

26 dicembre 1968. I terroristi palestinesi tentarono di occupare ad Atene l’aereo della compagna israeliana El–Al, non essendo riusciti nell'impresa aprirono il fuoco delle armi automatiche e dei lanciagranate contro l’aereo. Per tutta risposta gli operatori del SM occuparono e distrussero diversi aeri a Beirut, gli aerei che i terroristi utilizzavano nelle loro azioni.

19 luglio 1969. I commandos SM insieme ai sub della marina israeliana nel corso di un raid contro gli Egiziani a Isola Verde, sul Canale di Suez, distrussero un'importantissima stazione di radiolocalizzazione con il contributo dell’artiglieria, che bombardó l’estremità meridionale d’Israele, compreso porto Eliat.

9 maggio 1972 (Operazione "Isotop 1"). Il SM liberó dalle mani dei terroristi del Settembre Nero gli ostaggi del dirottato aereo della compagnia belga Sabena.

26 giugno 1972. In un’operazione segreta, “Argaz Bet”, il SM sequestró dal territorio siriano 5 alti ufficiali, compreso un generale dei servizi di sicurezza siriani, responsabili e organizzatori degli attacchi terroristici contro Israele. In seguito li scambiarono con 3 piloti israeliani rinchiusi nelle prigioni siriane.

10 aprile 1973. Durante l’azione antiterroristica “La giovinezza Primaverile” nel raid contro la sede centrale del Settembre Nero a Beirut in Libano , (ricordiamo che questa organizzazione palestinese era responsabile della morte degli atleti israeliani durante le Olimpiadi a Monaco di Baviera nel 1972) il SM s’impossessò di importanti documenti riguardanti diverse organizzazioni terroristiche, oltre ad aver neutralizzato le strutture logistiche, tra cui una fabrica clandestina dove si fabbricavano le bombe per i futuri attacchi contro Israele. In questi stessi anni il SM partecipó indirettamente attraverso un parziale supporto alla nota operazione “Kidon Hagideon", (La spada del distruttore) mettendosi a caccia dei terroristi responsabili del massacro degli atleti israeliani perpetrato in occasione delle Olimpiadi di Monaco.

3-4 luglio 1976. Il SM insieme a volontari di altre forze speciali, compresi gli operatori “Kidon”, agenti di azioni dirette dell’agenzia Mossad, svolse una delle più difficili e clamorose operazioni antiterroristiche a Entebbe (Uganda), dove esponenti del Fronte Popolare della Liberazione Palestinese con altri 2 terroristi di cittadinanza tedesca, Gabriela Tindeman e Wilfried Boese, avevano dirottato il 27 giugno 1976 l’airbus della Air France con 257 passageri, per metà israeliani, via Atene-Libia Benghasi, costringendo ad un atterraggio a Entebbe, dove i dirottatori ricevettero la protezione del dittatore locale Idi Amin. Come nelle solite azioni di quei tempi questo atto di pirateria fu rivestito del loro carattere di “solidarietà”, si chiese al governo israeliano ed altri governi occidentali di liberare immediatamente i militanti palestinesi accusati di terrorismo dalle prigioni in Germania, Svizzera, Francia e ,naturalmente, Israele. In caso di rifiuto i terroristi avrebbero cominciato ad eliminare uno ad uno tutti passageri. Isaak Rabin, il primo ministro israeliano, prese la decisione di liberare gli ostaggi. Israele non poteva permettesi di lasciare andare liberamente pericolosi terroristi e tra l’altro le contrattazioni con gli altri governi non potevano essere fatte in breve tempo. Si costruì in Israele l’esatta replica dell’aeroporto africano, dettagliatamente si analizzarono tutte le possibilità dell’ambiente della futura azione e si cominció un intensissimo addestramento. Per simulare l’atterraggio dell’aereo che portava i prigionieri si ricorse all’ingannevole trucco del mercedes nero, la macchina preferita di Idi Amin. I colloqui con i terroristi sempre più frequenti, le visite e quant’altro sconcentrarono la difesa dei militari ugandesi. Tutto l’attacco doveva durare massimo 55 minuti e in questo breve lasso di tempo si doveva conquistare l’aeroporto, liberare gli ostaggi, portarli in altro aereo per poterli evacuare. Oltre al dover distruggere la squadra di 11 MIG ugandesi, altrimenti gli aeri israeliani sarebbero rimasti indifesi. Durante l’azione a Entebbe si ricorse all’uso di 5 aerei israeliani, tre C-130 Hercules e due Boeing 707. Per garantire un sicuro supporto e il dovuto successo all’operazione si ricorse al sabotaggio degli impulsi elettronici del radar del nemico oltre a distruggere le linee di comunicazione dell’aeroporto ugandese con le caserme militari di Idi Amin a Kampala. L’operazione ebbe un clamoroso successo e si liberarono tutti gli ostaggi. Il SM ebbe solo un morto, Yani Nathanyahu, fratello del futuro primo ministro Benyamin, anch'egli membro del commandos SM.

16 aprile 1985. Eliminazione di Abu Jihad. Abu Jihad è stato uno dei fondatori di Al-Fatah, responsabile delle operazioni militari dell’OLP. Il primo stratega di questo gruppo, Chalil Ibrahim Mahmud el-Wazir, questo è il suo vero nome, organizzó personalmente tanti sanguinosi attacchi terroristici, come l’attentato nell’Albergho Savoy (1975) a Tel-Aviv che costó la vita a 22 persone e il seguestro e il massacro dei passageri di un autobus, 34 morti. Abu-Jihan richiamava alla più stretta e fruttuosa collaborazione con i movimenti fondamentalisti come gli Hezbollah.
Nel 1985 personalmente pianificò ed organizzó un’attentato contro Isaak Rabin, allora Ministro della Difesa Israeliana, nella sede dello Stato Maggiore a Tel Aviv. Israele replicó con un'operazione di SM che si svolse con estrema difficoltà, perchè Sidi Bou Said, luogo dove soggiornava Abu-Jihan, si trova in Tunisia. Gli operatori SM dovettero sbarcare sulla spiaggia nelle vicinanza della casa di Abu Jihad che si trovava nella controllatissima zona della sede centrale dell’OLP e nelle vicinanze del Palazzo del Governo Presidenziale. L’azione si svolse in assoluto silenzio. Gli operatori SM portavano armi senza numeri di matricola e possedevano armi personali con uno speciale doppio silenziatore. Da notare che tutto il procedimento, compresa l’entrata nella villa, l’occupazione e la liquidazione dei 4 bodygard palestinesi e di Abu-Jihad è durata meno di un minuto!

31 luglio 1989. Un elicottero Super-Puma con 2 gruppi di operatori SM atterrò a Sibsheet nel Sud del Libano per sequestrare lo sceicco Abdul Karim Obeida, leader carismatico e capo della sicurezza dello Hezbollah. Dopo la silenziosa liquidazione dei bodygard dello Hezbollah, uno dei soldati SM parlando arabo finse di essere un messaggero notturno con importantissime notizie. Riuscì a far aprire la porta e questo bastò perchè tutta l’azione fosse conclusa portando via Obeida e tutti i documenti in Israele.

21 maggio 1994. Due elicotteri israeliani con 2 gruppi composti di 12 commandos SM atterrarono nel Sud del Libano, nelle vicinanze della casa dello sceicco Mustafa Al-Dirani capo dei servizi d’informazione delle Milizie Libanesi AMAL. Lo prelevarono e lo portarono con loro. Questa operazione era finalizzata alla raccolta di informazioni sulla situazione nel Libano e del destino dei piloti israeliani imprigionati.
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