Teorie e tecniche del colloquio psicologico

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Teorie e tecniche del colloquio psicologico

Messaggioda pisagius » lun gen 28, 2008 12:35 pm

Analisi di un colloquio:
Questo colloquio è concepito come orientamento di base per la parte di indagine preliminare di una ricerca più approfondita e meglio operazionalizzata intorno alle concezioni degli adulti sul problema dell'uso di sostanze stupefacenti nel mondo dei giovani adolescenti. Riguarda pertanto la prima fase, quella di pre-ricerca, comune a tutte le indagini preliminari di ogni progetto finalizzato alla conoscenza di fenomeni psico-sociali, quella incentrata sull’individuazione delle categorie ritenute rilevanti per darci informazioni sulla questione in esame e nel migliore dei casi scegliere tra queste quelle che che diverranno oggetto della seconda fase dello stesso come variabili misurabili . Eventualmente la somministrazione a un gruppo rappresentativo della popolazione presa in esame permetterebbe di standardizzare come variabile dipendente la quantità di informazioni sulle sostanze, considerando le unità ideative che concernerebbero la composizione e i princi attivi delle sostanze, le regioni di provenienza, "inventore", etc.; calcolare media e deviazioni ed ottenere ( su un ampissimo campione) una distribuzione. Si potrebbe così quantificare il grado di conoscenza di ogni soggetto rispetto alla popolazione. Lo stesso trattamento per individuare il tipo di giudizio (positivo, negativo, ambivalente) a partire però dall'individuazione delle unità ideative che contengono espressioni valutative del soggetto sullo stile di via di tali ragazzi. L'orientamento del colloquio deve essere tale da permettere di mitigare gli effetti di desiderabilità sociale cui potrebbe essere soggetta questa variabile dipendente.
Lo scopo del colloquio è quindi di raccogliere più informazioni possibili riguardo le conoscenze degli adulti sulle sostanze psicotrope in auge presso la popolazione adolescenziale e gli effetti di tali sostanze, le opinioni e i giudizi sugli adolescenti che ne fanno uso.
Ideale sarebbe che l’obiettivo della ricerca fosse quello di individuare correlazioni (positive o negative) tra le opinioni e i giudizi ( più o meno positivi o negativi) con le età dei soggetti sottoposti a colloquio. Questo sarebbe possibile operando delle suddivisioni in classi di età (magari dai 5 ai 10 anni) con gruppi rappresentativi delle popolazioni considerate ( controllando anche professione, sesso e verificare se il fenomeno in esame ( giudizio degli adulti sull'uso di sostanze psicotrope tra gli adolescenti) vari in funzione del sesso, dell'età dei soggetti e le conoscenze sulle sostanze in uso.


Dagli indici cui fare riferimento nella fase di valutazione di ogni singolo colloquio si desumono le aree rilevanti: opinioni sull'uso di sostanze in genere, considerazioni ed esperienze sul mondo delle droghe e della ribilitazione, fonti di informazione, partecipazione o distacco, episodi riferiti. Sono dunque da annotare tutti i riferimenti inerenti l'argomento, lasciando libertà di espressione all'intervistato in merito. In un secondo tempo, nella fase di analisi dei risultati, si categorizzeranno le unità di pensiero riscontrate in : giudizi (classificati in positivi, negativi, neutri, ambivalenti) e conoscenze ( numero di unità di pensiero inerenti: nome delle sostanze, principi attivi, effetti ed altri dati scientifici delle sostanze). Questa operazione permetterebbe una maggiore strutturazione delle aree per la fase di ricerca successiva.
Con uno stile di conduzione che rispecchi il principio di non direttività nei suoi limiti di colloquio di prericerca, la fase di apertura indica le linee generali da seguire nel corso del colloquio stesso ponendo l'accento sul fatto che il soggetto debba fermarsi su "ciò che lui pensa generalmente", in seguito quanto affermato può caratterizzare una sottofase della seconda parte del colloquio spostando la direzione sui giudizi delle persone in genere, secondo quanto il soggetto abbia avuto modo di intendere. Questa seconda fase del colloquio potrebbe servire da parametro per la calibrazione di quanto il soggetto abbia riferito e mitigare l'effetto dell'intervista che è soggetta a fenomeni di desiderabilità sociale ed ad interpretare i dati raccolti quando vi possa essere ambiguità.
Per quel che riguarda le informazioni scientifiche di cui il soggetto dispone bisogna lasciare alla discrezionalità del soggetto riferirne liberamente. E' chiaro che ogni area verrebbe introdotta qualora vi fosse la necessità di proseguire la conversazione quando il soggetto non abbia altro da aggiungere sulle varie questioni via via riferite e quando non vengano aggiunte ulteriori informazioni sulla questione specifica in oggetto. in pratica quando il soggetto lascia intendere di non voler aggiungere altro o esplicitamente oppure con atteggiamenti ed espressioni, oppure ancora con il silenzio. La stessa necessità di introduzione di nuove aree è utile ad evitare le divagazioni del soggetto e riportarlo sul seminato.
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commento finale
Luca è un ragazzo conosciuto per caso in piazza pochi giorni prima della registrazione del colloquio, studente venticinquenne, al quale mentre si chiacchierava del più e del meno ho parlato dell’esercitazione che dovevo fare per l’esame di Teorie e tecniche del colloquio psicologico. Si è subito interessato alla tematica che ancora in quel periodo stavo definendo e si è proposto, secondo le sue parole, come “cavia”. Questo ha facilitato la scelta da parte mia di un soggetto sufficientemente motivato a sottoporsi ad un colloquio. Ci siamo ritrovati in un ambiente tranquillo pochi giorni dopo il primo incontro per effettuare la registrazione. Alla vista del registratore, pur avendo ammesso di non creargli problemi, la sua espressione di sorpresa lasciava ad intendere il suo bisogno di ulteriori chiarimenti sulla necessità della registrazione. Dopo che si è sorbito una panoramica dell'uso del colloquio nella ricerca e i dettagli dell’esempio che stavo costruendo nella fase iniziale di un’ipotesi di prericerca, sul perché il registratore, pur se non imposto, poteva facilitare le fasi successive dell’elaborazione del colloquio, nonché il pregio di lasciare più spazio per prestare attenzione nell’Hic et nunc dello “scambio di significati” tra i due soggetti del colloquio, ho potuto sperimentare quanto sia difficile dare avvio alla conversazione e lo scegliere le parole di apertura. E’ chiaro che avevo trascritto le domande che dovevano investigare le varie aree di indagine ( e questo è molto evidente in tutto il colloquio visto che la maggior parte delle domande hanno operato dei cambi di direzione nel filo logico della discussione particolarmente bruschi ) ed anche la domanda di apertura, pensando di aver scelto una formulazione che si mantenesse sul più generico possibile e dunque la domanda più semplice e ovvia, a mio parere. Ma così non è accadduto. Infatti ho guadagnato una domanda in risposta.
Le aree individuate da Luca:
Livello di “gravità” delle sostanze considerate ( categorie: sostanze pubbliche ( caffeina, nicotina, teina); sostanze particolari ( funghi, salvia); droghe classiche in due sottogruppi (leggere: ashis, marijuana, cocaina; pesanti: eroina, LSD)
Conoscenza delle sostanze ( in tutto il colloquio compaiono riferimenti a: caffeina, teina, nicotina, alcool, funghetti, salvia divinorum, thc, cocaina, eroina, Lsd). Se si dovesse somministrare il colloquio in oggetto ad un campione (sicuramente vasto) rappresentativo delle popolazioni (maschi-femmine, gruppi di età), alla fine il numero di sostanze nominate potrebbe divenire un parametro misurabile e verificare se le dieci sostanze nominate siano nella media degli intervistati o meno.
Effetti delle sostanze… Si è mantenuto sul vago.
Motivazioni dei ragazzi che ne fanno uso (intrinseche: curiosità; estrinseche: gruppo). Non mancano riferimenti a fattori cognitivi in riferimento alle cause che inducono l'approccio alle sostanze.
Giudizio del soggetto sui consumatori. Il giudizio viene distribuito in base alla gravità delle sostanze e varia da decisamente negativo ( consumatori di sostanze illegali) a decisamente positivo ( verso coloro i quali fanno uso di droghe da “compagnia” in modo moderato.
Relazione tra consumo, dipendenza e tipo di sostanze determinata da “forza” (per rifiutare il coinvolgimento da parte di amici) e da aspetti cognitivi del soggetto.
La questione della reperibilità delle sostanze fa emergere in Luca un meccanismo difensivo di evitamento ( forse dovuto al registratore?), benché abbia indicato due modalità di approvvigionamento.
Dunque, il mio interlocutore dimostra una buona conoscenza delle tipologie di sostanze consumate dai giovani adolescenti, pur se non si sofferma su aspetti scientifici della questione come mi aspettavo, tenendo in considerazione il fatto che si tratta di uno studente universitario. Anche se ho avvertito la sensazione che non si tratti di un buon "parlatore".
In questo primo approccio alla prassi metodologica del colloquio psicologico mi appaiono molto evidenti, ad ogni successiva rilettura, tutte le manchevolezze che ne evidenziano troppo vistosamente gli indici che portano a valutare la reale necessità di un lunghissimo training prima di acquisire le sue fondamenta applicative.
Saluti ai paesani e a presto
pisagius
 
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