metodo matematico

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Messaggioda bottepiena » dom lug 06, 2008 5:21 pm

Uno più uno è uguale a due, cioè: una caramella più una caramella è uguale a due caramelle
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Re: metodo matematico

Messaggioda pisagius » gio dic 04, 2008 3:07 pm

Ma a volte vi sono dubbi!
Per fortuna Heistein ci ha dimostrato che:
1+1=infinito.
Per questo si tratta di un metodo matematico fondante e fondato sulla "relatività universale".
Il grande Popper ha trovato le parole giuste e più accessibili al senso comune per iniziare il percorso scientifico-filosofico che ha portato agli sviluppi attuali... Chiedetelo al prof. Giorello!
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Re: metodo matematico

Messaggioda pisagius » lun gen 12, 2009 8:48 pm

...pertanto non sempre due caramelle possono considerarsi la somma di una e di un'altra caramella.
Newton aveva già cominciato a porre nuove basi scientifiche a quanto già Galileo aveva notato, soprattutto in merito alla fisica, solo grazie al fatto che una mela non sempre cade in testa.
Ma visto che questi esempi non sono sempre comunemente considerati specifici, in relazione alle due caramelle, mi permetto di fare cenno ad alcune menti particolari che hanno cominciato a pensare secondo impostazioni "negate" e pertanto non molto accettate dal senso comune del tempo, partendo dall'applicazione matematica più diretta, la geometria (tralasciando la scienza gemella cioè la logica-dialettica). Mi riferico a Bolyai, Lobacevskij e Riemann.
I primi due, affermando che data una retta, per un punto esterno vi possano passare infinite rette parallele, dicevano in altre parole, che "una caramella più una caramella è uguale a tre o quattro... molte caramelle, anzi moltissime e ancora di più caramelle".
Riemann invece affermava il contrario, visto che data una retta e un punto esterno ad essa non vi è alcuna retta parallela che intersechi anche il punto. Il che può voler dire che "una caramella più una caramella è uguale a nessuna caramella".
Euclide di sicuro ci è rimasto molto male ma a noi hanno insegnato a fare i conti.
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Re: metodo matematico

Messaggioda pisagius » gio feb 05, 2009 1:26 pm

Già, ci hanno insegnato a fare i conti proprio perché venivano a stravolgersi le applicazioni pratiche più elementari, per le quali tutti pensavano che: “Una caramella più una caramella, uguale a due caramelle”, sempre, comunque e dovunque.
A quei tempi post-euclidei perfino misurare la distanza tra due punti ha cominciato a dover essere riconsiderato con adeguati paradigmi. Quanto aveva insegnato Euclide, si comprese, è “corretto” solo se i due punti venivano a trovarsi sullo stesso piano, ma non è adeguato per misurare la distanza tra due punti molto lontani, come ad esempio due città, New York e Roma, per il semplice fatto che si trovano sulla superficie del pianeta terra, cioè non su una retta , dato che quella che potremmo immaginare congiungerebbe le due città solo passando per il sottosuolo della crosta terrestre, trascurando così tutto lo spazio da percorrere in superficie. Badiamo bene che non ci divincoleremmo dalla scuola parmenidea cercando di considerare la sommatoria di tutti i punti sovrastanti la nostra retta immaginaria tra New York e Roma, visto che abbiamo già escluso la terza possibilità, che consisterebbe nella retta tracciata su una cartina geografica!
Ma stravolgere le applicazioni pratiche più elementari ha portato la mente umana a fare scienza, tenendo conto che il paradigma (in altri termini il tipo di matematica) usato deve necessariamente essere fondato, adeguato alla realtà di riferimento (tenuto conto che menti illustri dei nostri giorni distinguono tre livelli di realismo) e costituisca antitesi nel processo teorico… Insomma, sia fondato sui parametri falsificazionisti di Popper, il quale ha aperto le porte all’epoca filosofico-scientifica dei nostri giorni, il Postmodernismo.
Karl Popper aveva insegnato in cosa consistesse la scienza, cioè la conoscenza umana e il suo sviluppo progressivo, con una semplice metafora, che traduco in questi termini:
"La conoscenza umana è come una capanna su una palafitta. Con il tempo la capanna diviene sempre più grande e si sviluppa come un villaggio, poi una città... Perché sia possibile questo continuo sviluppo è necessario che le palafitte siano sempre più rinforzate e piantate sempre più in basso, a causa del progressivo aumento del peso congiuntamente al volume. Si può costruire meglio e su maggior solidità la città se le fondamenta sono sempre più sicure e questo può avvenire solo qualora si neghi la certezza di questa solidità (di contro al verificazionismo) e si individuino metodi ulteriori per continuare in questo processo progressivo".

Molti potrebbero restare incerti sul fatto che il grande Popper abbia scelto proprio le palafitte, visto che le fondamenta sono presenti anche sotto i fabbricati sulla terraferma. A questo dubbio interrogativo mi permetto di aggiungere qualche riflessione altrettanto dubbia. Una palafitta senza fondamenta galleggerebbe sempre e comunque in balia delle acque. Pertanto non si tratterebbe di conoscenza. Poi, l'acqua ha rappresentato una forma di protezione per quelle primitive dimore e, infine, deforma il contenuto, fungerebbe così anche da semplice "senso comune".
Altre menti illustri dei nostri giorni hanno continuato a delineare questa scia (Lakatos riassume di pro e di contro Khun e Feyerabend) fino ad essere arrivati a varie forme di conoscenza e ricerca a secondo del metodo usato.
Tale metodo, giustificato dall’obbiettivo, dalle finalità, dai fattori casuali, dai livelli di misurazione deve essere sempre e comunque giustificato e ben espresso, basato sui parametri deduttivi e induttivi…
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